Sportello INSONNIA

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“Non combattere col cuscino, ma metti giù la testa e scaccia ogni preoccupazione fuori dal letto.”

                                                 Edmund Vance Cooke

Che cos’è l’insonnia?

L’insonnia è un disturbo del sonno, in questa circostanza può sembrare che il riposo notturno sia insufficiente o di scarsa qualità.

Si può parlare di insonnia quando sono presenti spesso e per un lungo periodo uno o più dei seguenti elementi:

  • Difficoltà ad addormentarsi
  • Frequenti risvegli notturni e/o difficoltà di riaddormentamento
  • Risvegli molto precoci al mattino

… anche quando si ha l’opportunità e le circostanze favorevoli per poter dormire!

Inoltre tali difficoltà, molto comuni nella popolazione, possono causare un peggioramento della qualità della vita. Le persone infatti possono presentare durante il giorno:

  • Fatica e malessere nell’affrontare la quotidianità
  • Difficoltà attenzione, concentrazione e memoria
  • Difficoltà sociali/relazionali o prestazione scolastica
  • Irritabilità
  • Sonnolenza diurna e poca motivazione nello svolgimento della routine quotidiana
  • Maggiore propensione a commettere errori o avere incidenti sul lavoro o alla guida
  • Tensione, mal di testa, in risposta alla perdita di sonno
  • Preoccupazione e/o paura rispetto alla perdita di sonno

L’insonnia è molto diffusa!

Circa un terzo della popolazione adulta riferisce transitori problemi d’insonnia. In Italia si riporta che circa il 13.4% di maschi ed il 16.8% di femmine dichiarano di soffrire d’insonnia in maniera persistente.

Una buona percentuale dei pazienti dei medici di base presenta difficoltà legate al sonno: molto si rivolgono al medico di famiglia con continue richieste di terapie farmacologiche per migliorare il sonno. Spesso però il problema persiste a causa dei fattori psicologici che contribuiscono al mantenimento dell’insonnia.

“Ma cosa c’entrano i fattori psicologici?”

Poco prima di andare a coricarsi nel proprio letto arrivano dei strani pensieri…

  • “Riuscirò mai a dormire stanotte?”
  • “Speriamo di riuscire a dormire altrimenti domani sarà una giornata disastrosa”
  • “Se non dormo mi verrà un esaurimento nervoso”
  • “Se non dormo non riuscirò a lavorare”

Questi pensieri automatici contribuiscono al mantenimento dell’insonnia in quanto generano uno stato d’ansia, e quindi di attivazione psicofisica, poco prima di andare a letto. Maggiormente la persona si sforza e si obbliga ad andare a letto e a prendere sonno più risulterà difficile addormentarsi e mantenere il sonno generando così una “profezia che si auto avvera”: sei in un circolo vizioso!

lupo

Perché le terapie cognitivo comportamentali?

La letteratura scientifica dimostra un’elevata efficacia del trattamento cognitivo comportamentale in termini di riduzione della latenza del sonno e dei risvegli notturni, quindi del tempo trascorso a letto senza dormire, caratterizzandosi anche per il mantenimento nel lungo periodo.

Come risolvere il problema? Lo Sportello Insonnia

volantinoSi propongono degli incontri articolati in 12 passi al fine di identificare il problema e in un secondo momento intervenire specificamente su di esso.

Il primo step prevede 4 incontri di valutazione in cui viene valutato il problema riportato dalla persona e se ne approfondisce la conoscenza. Elemento molto importante sarà l’introduzione del Diario del sonno, strumento dove annotare la qualità e la quantità di sonno durante le settimane. Una volta focalizzato il problema si struttura un progetto di intervento ad hoc per la persona.

Il secondo step si articola in circa 8 incontri (tale numero potrebbe variare in base alle esigenze specifiche della persona) in cui si imparano nuove strategie di gestione della difficoltà.

 

Il progetto nasce da una collaborazione tra la Dott.ssa Silvia Ruggiero dello Studio Psicoeducativo Ic@ro di Melegnano e la Dott.ssa Valentina Lombardi di PuntoPsiche Saronno.

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